giovedì 30 novembre 2023

Cambiamento antropologico: una svolta di civiltà.

Transumanesimo  

"Il liberismo è una visione della società, e quindi una prospettiva antropologica, basato su un modello di essere umano  nella realtà  inesistente :  lhomo oeconomicus , che coinciderebbe con l’Homo sapiens della classificazione biologica, un essere  governato esclusivamente dalla ricerca del proprio vantaggio e capare di operare scelte razionali. Ma l’essere umano non è questo, o comunque, è molto, molto altro. "

"  Quello che l’ideologia transumanista propone è quindi un andare oltre il modello di uomo che conosciamo,  ma se facciamo riferimento ad Aristotele l’essere umano è un animale politico, uno zoòn politikòn, un essere che si distingue proprio per progettare e costruire relazioni sociali. L’esatto contrario che assecondare un modello naturale, e solo in due casi non c’è bisogno di essere animali politici: o ci si proclama dei o si diventa animali."         Il pensiero di Enzo Pennetta (Biologo e ricercatore)

dipinto  olio su tela (90x68 cm) in corso d'opera

 I l transumanesimo viene da molti intuito come prodotto del pensiero moderno, tuttavia sfuggono le sue motivazioni profonde e a maggior ragione i legami con l’ideologia nascosta. E' quindi importante illuminare queste connessioni. 

  Il liberismo è una visione della società, e quindi antropologica, che si basa su un modello di essere umano che nella realtà non esiste, l’Homo oeconomicus, il quale  coinciderebbe con l’Homo sapiens della classificazione biologica, un essere cioè, governato esclusivamente dalla ricerca del proprio vantaggio e capace di esprimere scelte razionali. Ma l’essere umano non è questo o, comunque, è molto altro! L’antropologia liberista, per attuarsi, si trova quindi nella necessità di cambiare la natura umana per adattarla all’ideologia di riferimento che punta ad istituire una società basata sulla riduzione dell’essere umano alla sola componente animale, passaggio necessario per poter istituire una sociobiologia.   

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Caricatura di Georg Wilhelm Friedrich Hegel 

     Parafrasando Hegel ‘se i fatti non si adattano alla teoria tanto peggio per i fatti’, emerge allora che dietro la promessa di realizzare un ‘superuomo’ ( Da non confondere con l'accezione usata da Friedrich  Nietzsche), termine che fa pensare ad un’elevazione verso un livello superiore, si nasconde un potenziamento di sole facoltà fisiche che fanno di lui, non propriamente un superuomo ma una super macchina sociobiologia che ha il principale scopo di eliminare o ridurre l’importanza delle componenti non materiali. Il termine transumanesimo  fu coniato da Julian Huxley (Padre di Aldous) e si riferisce all’uomo che trascende se stesso realizzando le sue potenzialità pur restando umano; si tratta però di una definizione ingannevole, infatti etimologicamente “transumano” significa che va oltre l’umano,  quindi, non più umano. 

   Il transumanesimo in senso moderno non vuol dire  aumentare le capacità fisiche dell’individuo, così come può fare la tecnologia, a meno di non intendere che l’invenzione della ruota, della lancia o dei vestiti fossero già transumanesimo; si tratta allora di modificare il corpo stesso dell’essere umano in quanto ritenuto difettoso, o incompleto. Quel che può sfuggire è il fatto che tra le caratteristiche ritenute difettose dell’essere umano  vi è la capacità di pensare e di progettare modelli sociali attraverso il linguaggio. Per il liberismo, viceversa, non esistono sistemi sociali da progettare, ma solo un modello naturale da assecondare , esattamente come avviene per le società biologiche.  Quello che l’ideologia transumanista propone è quindi un andare oltre il modello di uomo che conosciamo. Facendo invece riferimento ad Aristotele, vediamo che l’essere umano è di fatto un animale politico, uno zoòn politikòn, un essere cioè che si distingue proprio per progettare e costruire relazioni sociali, l’esatto contrario che assecondare un modello naturale, e solo in due casi non c’è bisogno di essere animali politici: o ci si proclama dei o si diventa animali. Nella società del transumanesimo in realtà avvengono entrambe le cose, una élite si autoproclama dio e il resto dell’umanità viene ridotta ad animale, tecnologico quanto si vuole, ma sempre animale.

    Un aspetto fondamentale del riduzionismo liberista è che tutto deve essere quantificabile e misurabile per mezzo di un’unità di misura unificante. La nuova unità di misura del tutto deve essere pertanto,  il denaro. Solo quando tutto avrà un prezzo la società basata sulla competizione e sulla selezione di tipo darwinista, potrà essere completata; deve così avere un prezzo la vita umana nascente e la vita da curare e salvare, tutto deve essere quantificato, anche quel che non è quantificabile, come la giustizia, il bene e il male, la bellezza.  A questo punto  ecco intervenire l’invenzione dell’Intelligenza Artificiale, i cui algoritmi forniscono risposte su tutti questi argomenti. L’AI non è altro che uno strumento per rendere computabile quello che non lo è, fornire risposte a questioni umane in base a criteri statistici e ottimizzazioni. In pratica con l’AI anche la giustizia, la bellezza, i gusti personali e le questioni etiche vengono ridotte a puro calcolo.
L’ultimo passaggio è quello in cui deliranti quanto costosi programmi di ricerca promettono l’immortalità inserendo la ‘coscienza’ entro supporti informatici, l’impresa è palesemente impossibile, ma il vero risultato è quello di far pensare che sia possibile, che quella cosa indefinibile che chiamiamo 'autocoscienza' sia trattabile con supporti materiali informatici e quindi anche essa in definitiva computabile.
   Con il transumanesimo la riduzione dell’essere umano a pura materia viene compiuto, l’ uomo viene adeguato all’antropologia liberista rendendo quest’ultima vera. La battaglia finale contro il liberismo è una battaglia per l’essere umano come esso è sempre stato finora, con il suo irrisolvibile mistero, tra il cyborg e quello che descriveva Chesterton: “Il signor Shaw non riesce a capire che ciò che è prezioso e degno d’amore ai nostri occhi è l’uomo, il vecchio bevitore di birra, creatore di fedi, combattivo, fallace, sensuale e rispettabile. E le cose fondate su questa creatura restano in perpetuo; le cose fon­date sulla fantasia del Superuomo sono morte con le civiltà morenti che sole le hanno partorite”.
   Questi i termini della questione, il primo punto da acquisire è che abbiamo di fronte un’ideologia disumana e disumanizzante, quella descritta da Pasolini in Salò e le 120 giornate di Sodoma, che ha come componente non casuale e non accessoria, la violenza e l’abbrutimento.
È un’ideologia e come tale va affrontata, il che significa contrapporre un’altra visione ideologica che deve essere forte, supportata scientificamente come l’altra lo è in modo fallace, e condivisibile da tutte le culture e tradizioni.

continua in un prossimo post dal titoloIl re della Foresta, figura ideologica costruita a tavolino, o rappresentazione  di un modello d'ordine naturale?