lunedì 18 maggio 2026

SImboli a ruota libera


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Amore e morte

Commento all'opera

vedo adesso il corto dai contenuti criptici ed intensi. Il mio pvd: Suggestivo ed interessante. Lo vedo ancora una volta per capire bene i particolari di sicuro peso simbolico. A me sembra un concentrato di simboli che ruotano intorno all'elemento Dio-Natura , perché sembra proprio che il luogo sacro, cioè il luogo in cui si svolge il dramma/vita sia un bacino acquifero dalla forma, anche anatomicamente ben definita, di un cuore (riproposta in chiusura), chiaro elemento volto a rappresentare l'amore come elemento vitale, creativo ma anche distruttivo (come è nelle concezioni spirituali arcaiche) in una sintesi che pare avvicinarci al criterio religioso orientale o, addirittura induista. Il Dio delle acque è femmina, e ricopre un ruolo attivo, distruttore di fatue alleanze fra potere temporale e caste sacerdotali, un qualcosa di innaturale che, come empia alleanza si è ripetuto molte volte nella storia: dalla Roma imperiale-Sinedrio; Costantino, Carlo magno e Sacra Romana chiesa; e poi ancora , Carlos V , Luigi XVI, il brutale Gott mit uns delle Esse-Esse (Non sfigurerebbero in questa analisi riferimenti di recentissima attualità) . Un accordo demoniaco, cioè contro-natura, che in fondo agli dèi non sembra piacere poi tanto. O almeno così pare porcelo il corto in questione. La spaventosa divinità, una via di mezzo fra il leggendario Pan e la dea Kalì amputata degli arti superflui, non ha compassione per gli attori di questa ennesima farsa dell'umanità corrotta, in replica perenne. Ma qualcosa sembra fermare drasticamente la sua sete di giustizia divina, un quid che equilibra nuovamente l'azione del Dio e che è presente seppur in minima parte nell'animo umano. A questo punto la manifestazione distruttiva/purificatrice del dio, si placa e dopo esser stata liberata - grazie alla forza di un atto di amore - dalle scorie di materia (oro insanguinato?) contaminata, torna allo spirito supremo, l'acqua del lago, e si ricongiunge con la Natura-Padre (La morte della dea PanKalì è solo apparente). Per vagliare eventuali conferme dei contenuti, o verosimili smentite occorrerebbe, a questo punto, consultare una recensione seria dell'opera.

Commento già pubblicato da Fabio Painnet Blade su 'Posto di Bloggo', lo spazio telematico di Franco Battaglia

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