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Commento all'opera
vedo adesso il corto dai contenuti criptici ed intensi. Il mio pvd: Suggestivo ed interessante. Lo vedo ancora una volta per capire bene i particolari di sicuro peso simbolico. A me sembra un concentrato di simboli che ruotano intorno all'elemento Dio-Natura , perché sembra proprio che il luogo sacro, cioè il luogo in cui si svolge il dramma/vita sia un bacino acquifero dalla forma, anche anatomicamente ben definita, di un cuore (riproposta in chiusura), chiaro elemento volto a rappresentare l'amore come elemento vitale, creativo ma anche distruttivo (tipico delle concezioni spirituali arcaiche) in una sintesi che pare avvicinarci al criterio religioso orientale o, addirittura induista. Il Dio delle acque è femmina, e ricopre un ruolo attivo, distruttore di fatue alleanze fra potere temporale e caste sacerdotali, un qualcosa di innaturale che, come empia alleanza si è ripetuto molte volte nella storia: dalla Roma imperiale-Sinedrio; Costantino, Carlo magno e Sacra Romana chiesa; e poi ancora , Carlos V , Luigi XVI, il brutale Gott mit uns delle Esse-Esse (Non sfigurerebbero in questa classifica riferimenti di recentissima attualità) . Un accordo demoniaco, cioè contro-natura, che in fondo agli dèi non sembra piacere poi tanto. O almeno così pare porcelo il corto in questione. La spaventosa divinità, una via di mezzo fra il leggendario Pan e la dea Kalì amputata degli arti superflui, non ha compassione per gli attori di questa ennesima farsa dell'umanità corrotta, in replica perenne. Ma qualcosa sembra fermare drasticamente la sua sete di giustizia divina, un quid che equilibra nuovamente l'azione del Dio e che è presente seppur in minima parte nell'animo umano. A questo punto la manifestazione distruttiva/purificatrice del dio, si placa e dopo esser stata liberata - grazie alla forza di un atto di amore - dalle scorie di materia (oro insanguinato?) contaminata, torna allo spirito supremo, l'acqua del lago, e si ricongiunge con la Natura-Padre (La morte della dea PanKalì è solo apparente). Per vagliare eventuali conferme dei contenuti, o verosimili smentite occorrerebbe, a questo punto, consultare una recensione seria dell'opera.
Commento già pubblicato da Fabio Painnet Blade su 'Posto di Bloggo', lo spazio telematico di Franco Battaglia
Nel mio contributo ho voluto, forse sbagliando, considerare questo video come un prodotto finito e fine a sè. Pare invece che, ma di questo equivoco è responsabile il Battaglia, il breve filmato faccia parte , in qualità di sintesi promozionale, di una serie dai contenuti, sempre secondo l'analisi di Franco Battaglia, del tutto differenti da quelli da me proposti. Ho voluto commentare in misura sicuramente prolissa la scarsa dimestichezza dell'autore in rapporto alla decriptazione simbolica che ne avevo fatto io. Lui è l'autore e dunque a lui spetta l'interpretazione finale, benché la mia prospettiva chiudeva un circolo di analogie e associazioni del tutto coerente ad una versione autoriale, qualora questi avesse davvero voluto dar sfoggio di conoscenze della tradizione arcaica, assai centrata e precisa rispetto ad un eventuale lettura mitografica. Nulla di tutto ciò, a quanto pare. L'autore intendeva risolvere tutto in ambito vagamente etico e sentimentale, mostrando di voler parlare di un amore tossico, e di altre questioni che poco o nulla avevano a che fare con la mia veduta delle cose. Mi sono affrettato pertanto, a fornire una lucida critica alla pretesa di voler far passare il video come buona riuscita di un prodotto artistico, qual - a mio modesto avviso - non è. Sono sufficienti le parole di Renè Guenon, rispetto la maniera di trattare il taglio simbolico (In questo caso, inequivocabile) in chiave moderna, che riduce il valore dei possibili significati profondi della tradizione a irrilevanti speculazioni da vago sapore filosofico sentimentale. Guenon si esprime così nei confronti di questo strano e discutibile modo di trattare il mito, da parte degli intellettuali della nostra confusionaria epoca - - R.Guenon (da: Simboli della scienza sacra) : "... per quel che ci concerne noi pensiamo che se al giorno d'oggi il simbolismo è del tutto incompreso, tanto maggior ragione c'è di insistere su di esso, esponendo nel modo più completo possibile il significato reale dei simboli tradizionali, restituendo loro tutta la portata intellettuale che possiedono, invece che ridurli semplicemente a un'occasione per qualche esortazione sentimentale per la quale, del resto, l'uso del simbolismo è cosa del tutto inutile. " Ed io direi che oltre che 'inutile' , come afferma Renè Guenon, è anche dannosa per la mente di chi si affaccia al mito con curiosità e se lo ritrova impiastricciato in questa infestante abitudine di trattare temi e richiami fantastici senza nessuna capacità se non quella di padroneggiare l'uso della grafica e della suggestione visiva delle immagini. " E noi, in fede al pensiero del grande interprete del mito arcaico, proviamo ad insistere, nell'attesa che qualcuno - cosa di cui dubito parecchio - abbia il fegato di sottoscrivere una qualche replica alle provocazioni già espresse nel commentario del blog Posto di bloggo e che mi limito di riportare qui sotto.
Dal commentario del post 'Corti', di Franco Battaglia.
Non c'è dubbio Franco, l'espressione artistica soffre entro limiti strandard preconfezionati, tempo compreso.
RispondiEliminaAd oggi, giovedì 28 Maggio, nel commentario del post 'Corti', nel blog Posto di bloggo (già linkato in precedenza) , non compaiono risposte.

