giovedì 2 aprile 2026

L'utente domanda . . .


















Le persone hanno chiesto all' intelligenza artificiale



 A conti fatti, dopo aver esplorato perfino frettolosamente l'opinione della IA, abbiamo concluso che l'intelligenza più amata dagli italiani non sia poi tanto male una volta messa a livella con quanto pomposamente strombazzato da intelligenze biologiche sì, ma fetenti come fosse settiche. Perfino quel vago alone di compiacenza servile che trasuda dalle recensioni umane sembra attutita dai toni di un'esposizione distaccata, rotonda e ben composta , mai ridondante di ottusa superbia intellettuale. Ma sì   signora Intelligenza , faccia pure il suo dovere ma, perlamordiddio! , si sbrighi ad assestare  una bella spallata a ciò che rimane sghembo e vetusto, dell'antica gloria dei padri parolai. Non ne sentiremo la mancanza, non ne rimpiangeremo l' assopito ardore, sicuro

    Per quanto riguarda invece le assonanze con le recensioni prese in esame, balza all'occhio, la riproposta del tema del 'silenzio di Dio'. Ciò che sembra emergere da queste iper-sintesi intelligenti,  come lettura comune intendo, è allora lo sconforto interiore di quello che sembra essere a tutti gli effetti, la conseguente ricaduta di un sentimento polarizzato attorno alla figura di un Dio muto, benché la storia delle religioni, quelle ufficiali, anzitutto e soprattutto 'abramitiche',  ci racconti a più riprese di un Dio che si identifica prioritariamente con la funzione comunicativa dell'essere umano, ovverossia la parola. 'Al principio vi era il Logos', afferma il Vangelo di Giovanni una volta confinato a Patmos, località geografica casualmente prossima a Efeso , patria di Eraclito l'oscuro, un altro che poneva il centro della questione sul criterio divino della parola/Logos; archetipo potente quello del Verbo, presente già nell'Ermes ellenico, straordinariamente affine al Toot egizio, l'ibis dalla testa di uomo, per i meno attenti all'iconografia geroglifica dei faraoni. Curioso che, oggi, il Dio parlante degli avi (Arcana tradizione) sia dimenticato e scambiato per un'entità muta e distaccata, quasi non esistesse nemmeno.  Per una volta, invece, quando l'IA sottolinea la possibilità di una difficoltà comunicativa fra culture (interpretata come 'silenzio' del Dio), potremmo dire di sentirci particolarmente vicini alle conclusioni del criterio di ricerca artificiale. Sempre che, col concetto di  difficoltà di scambio fra civiltà , si intendesse affermare  che il regista di Silence avesse voluto analizzare e invitare lo spettatore a riflettere su  questo evidente gap fra contesti culturali estremamente differenti fra loro; in questo caso  potremmo forse concedere alla IA una qualche forma di credibilità. Potremmo magari riconoscerle il merito, assente nelle intelligenze biologiche, di aver toccato un punto nevralgico dell'analisi teologica, di aver fornito altresì una sorta di invito allo studio e la lettura dei Testi arcaici, sul binario del problema della traduzione e di come nel corso dei secoli, da una radice originaria inizialmente comune (e condivisa),  si sono diramate le concettualizzazioni spirituali delle religioni moderne, con le loro assurde pretese di autorità con le loro discrepanze e assurdità esegetiche, sovente nascoste dietro il paravento falsamente carismatico del mistero il quale, per esser rispettato non deve essere compreso. Insomma, Martin Scorsese anche a detta della IA, con la sua provocazione avrebbe forse voluto  soffermarsi sulla necessità di prender visione direttamente del contenuto dei Sacri Testi arcaici, ponendo come registro analitico un paradosso: la comunicazione, o meglio, la trasmissione dell'informazione deve  avvenire, non certo attraverso robuste, precise e inalterabili qualità etiche, come la purezza dei principi e dei sentimenti fideistici, come la coerenza delle condotte e dei linguaggi ispirati, ma attraverso strutture cangianti, performanti e sempre adattabili ai tessuti culturali e, a dirla tutta e per intero, utilizzando strutture di passaggio (Ponti-pontefici) corruttibili e quindi  resistenti come la Pietra (Pietro) e come la pietra abbastanza solide da non cedere sotto il peso delle peggiori nefandezze che l'animo umano sia capace di concepire. In quest'ottica il Santo, colui che invece non possiede per vocazione un lato corruttibile dell' anima, ma viceversa  è guidato da un' inalterabile solidità di spirito, mancando di flessibilità, finirebbe in pezzi sotto il peso dell' incessante desiderio di materialità, di possesso e dominio del genere umano. L'animo del puro non si mostrerebbe adatto, dunque, alla trasmissione di quella scala di veri valori spirituali necessari al genere umano corrotto dal materialismo, a perpetuare la sua presenza, ed in ultima istanza, a raggiungere la salvezza in questo mondo. L'IA offre quindi una selezione fra i contenuti espressi in rete, rispetto un determinato argomento. Mentre prima eravamo costretti a esprimere un vaglio sui temi proposti, eravamo obbligati a censire e discernere entro un vasto periplo di informazioni variegate e talvolta contraffatte, adesso deleghiamo un ulteriore strumento a farlo per noi, senza renderci conto che anch'esso deve operare su criteri e parametri che, contrariamente al vecchio metodo, vengono definiti a priori e in misura obbligatoriamente arbitraria, secondo la chiave ( leggi anche algoritmo) definita dai programmatori. Si chiamerà pure intelligenza e ci farà fare meno fatica (La fatica del pensare, di studiare e documentarsi per operare una scelta libera), di certo sarà l'intelligenza 'tradizionale' , in seguito a questa moderna tecnologia, ad uscirne ridimensionata.