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Agli albori del terzo millennio può ritenersi colto un letterato che non ha mai sentito parlare del fenomeno della precessione degli equinozi? Può ritenersi credibile ? Oppure deve esser posto alla stregua di un intellettuale che non ha mai letto un solo capitolo della Bibbia? _________________________________________________________
E-mail n° 2 (risponde il matematico, Professor P)
caro fabio,
l'indirizzo è
corretto, ma temo di non aver nulla da dire su certi argomenti. come avrà
capito dal mio "dibattito" con lui, biglino ed io abbiamo gli stessi
"nemici" (coloro che leggono a bibbia alla maniera dei teologi e
della chiesa), ma non gli stessi "amici" (coloro che combattono le
assurdità dei "nemici" inventando altre altrettanto
assurde).
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E-mail
n° 3
Caro Professore ,
legga bene questo contributo come omaggio alla sua autorità:
http://profezieevangeliche.blogspot.com/2019/06/la-lista-dei-re-dei-regni-di-giuda-e.html
Poi mi
dirà se un simile studio meriti di rimanere celato. E rifletta su come si
può perdere l'occasione di trarre facili profitti dal lavoro altrui. Troveremo
altri intellettuali più svegli di lei disposti a condividere
l'autorialità del nostro saggio
La gente ignorante prima nega una cosa; poi la minimizza; infine decide che la sapeva già da tempo
Alexander von Humboldt
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caro fabio, interessante, ma la mia impressione è la stessa di quando ho letto (si fa per dire) i lavori di newton sulle "cronologie degli antichi regni": capisco che queste cose possano interessare a qualcuno (anzi, a molti), ma la mia domanda è: perché mai dovremmo preoccuparci delle cronologie di due piccoli regni di migliaia di anni fa, giuste o sbagliate che siano? solo perché stanno scritte nella bibbia? cos'ha la bibbia di speciale, rispetto alla letteratura mitopoietica di decine o centinaia di altri simili regni antichi? newton almeno una risposta ce l'aveva: sospettava che fosse sbagliata tutta la datazione antica. ma lei?
a presto, e buoni
calcoli!
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E-mail n° 5Caro e preg.mo Professor P ,
della letteratura mitopoietica frega niente a nessuno e in quanto alla storia dei regni antichi se ne fa un gran dire ma, stringi strigi, nessuno si è mai preso la briga di leggerla.
Perché la Bibbia dovrebbe essere diversa da analoghi racconti mitici? (questa è la sua domanda)
- Risposta: Perché è l'unica raccolta di testi alfabetici e cifrati, a contenere correlazioni (non-confutabili e molto precise) con la durata di fenomeni astronomici. E a ben vedere i numeri non sono stati mai alterati nel tempo, come il testo alfabetico. Ecco perché!
Mi dicono tuttavia che, ultimamente la CEI ha provveduto a farlo (basta avere una vecchia edizione e confrontarla con una recente. E' tutto vero! I numeri sono stati cambiati per far tornare i conti apparentemente sballati!), incorrendo così nella celebre maledizione apocalittica: "...a chi vi aggiungerà qualcosa Dio farà cadere addosso i flagelli descritti in questo libro; e a chi toglierà qualche parola a questo libro profetico Dio lo priverà dell'albero della vita e della città santa, descritti in questo libro". (Ap Gv 22, 18-19.) Divertente eh? A leggere la cronaca di questi tempi, sembra pure vero. Tutankhamon o Montezuma, in confronto, fanno tenerezza!
La zuccheriera di Nonna Papera
Tornando a noi aggiungerei che perfino il Pentateuco contiene misure molto precise ricavate da banali rapporti aritmetici. Banali, ma non intuitivi, a quanto sembra. Il criterio con cui sono stati criptati rappresenta il vero mistero, perché sono stati lasciati proprio sotto il nostro naso. A negarlo per partito preso, si finisce per fare una brutta figura. Dopo la nostra chiara esposizione, come negare che le liste dei regni di G e I, se sommati correttamente, non contengano il numero 720? Se quindi, queste ed altre relazioni non contestabili come tali (cioè come risultato di operazioni aritmetiche) venissero descritte da un celebre intellettuale, anziché da un signor nessuno, con crede che potrebbero riscuotere una discreta popolarità? Perché, da buon specialista, non cerca conferme? E magari non accerta come sono state ottenute certe cifre, anziché, rompersi la carena del buon senso nelle secche di uno scetticismo irragionevole che, davvero, non si addice al suo carisma di asciutto ragionatore. Grazie comunque per l'incoraggiamento a proseguire i 'miei calcoli'. Devo però dire che lo sforzo è stato minimo, dacché appartengono a una matematica appannaggio di popolazioni vissute migliaia di anni fa. E' la modalità di decriptazione utilizzata, casomai, a destare stupore: questi eruditi ebrei, in fin dei conti, conoscevano la mente umana meglio della matematica, ecco perché dico che hanno racchiuso i loro segreti nella zuccheriera di Nonna Papera, in bella vista, e là sono rimasti tutto questo tempo.
Spero così di aver soddisfatto la sua domanda.
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E-mail n° 6
caro fabio,
grazie per l'apprezzamento. ma onestamente non riesco a capire l'interesse delle cronologie antiche, giuste o sbagliate che siano. se anche fosse vero che le cronologie dei regni di giuda e israele contengono il numero 720, e non ho motivo di negarlo, a chi potrebbe interessare? a me no di sicuro. La bibbia non vedeva al di là del proprio naso. ci sono gioielli di profondità in testi coevi di altri paesi, dalla grecia all'india alla mesopotamia. perché mai perdere tempo, con i numeri soprattutto, su un libro che credeva che il rapporto fra la circonferenza e il diametro di un cratere circolare fosse uguale a 3 (primo libro dei re, VII, 23-26; secondo libro delle cronache, IV, 2-5) ? c'è di meglio al mondo, ma naturalmente ognuno ha i suoi gusti, ci mancherebbe.
a presto, e buonanotte ormai
E-mail
n° 7
Caro P, voleva dire che i redattori biblici avrebbero dovuto scrivere che il cratere aveva una circonferenza di 31,4 cubiti? Cioè la loro conoscenza della matematica si potrebbe dedurre dalla precisione di questi rapporti? e' questo il concetto?
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E-mail n° 8 (risponde Professor P)
Esatto!
Caro P,
Tornando a bomba sui nostri ragionamenti, mi pare che c’eravamo interrotti su una delicata questione: Gli autori della Bibbia conoscevano la matematica?
Lei sostiene di no, motivando questa possibilità col fatto che ‘veri’ matematici avrebbero dovuto sviluppare la relazione circonferenza/diametro del cerchio nella sua forma completa (decimale quindi). A questo giudizio un po’ categorico, vorrei controbattere indicando l’approssimazione più famosa della Bibbia, il 72*, che nessun accademico metterebbe in discussione come misura della durata della trecentossessantesima parte di un ciclo precessionale. Molto strano che non ne compaia menzione nel suo bel libro (Testo che non posso citare per espressa volontà del Professore P). Preferisco credere nella sua malafede piuttosto che in una imperdonabile quanto improbabile disattenzione. Nel caso da lei menzionato (della relazione fra circonferenza e diametro di un cerchio) nel libro 1Re e nelle Cronache, trattasi di evidente approssimazione, dovuta alla consuetudine di avvalersi di cifre tonde al posto di quelle decimali che proprio non si potevano utilizzare in una narrazione favolistica*.
* Il Mulino di Amleto, (Garzanti Ed.) è il miglior testo in circolazione sull’argomento.
la prova
Nessuno
dubita, quindi, che gli antichi osservatori del cielo conoscessero il fenomeno
precessionale e, in via del tutto
indiziale, appare persino inimmaginabile che sapessero calcolare certi
fenomeni cosmici e non l’esatta relazione fra circonferenza e diametro di
un cerchio. Tuttavia vorrei ragionare in modo più rigoroso. Per
dimostrare che conoscessero, fra le altre cose, la durata del ciclo
precessionale, bisogna infatti trovare testimonianza scritta
della misura decimale riferita al 72.
E qui si pone un limite all’interpretazione delle nostre rispettive posizioni perché, dovrebbe riconoscerlo, se veramente le cifre decimali indicanti l’esatta misura dell’ approssimazione 72, fossero celate nel testo biblico, la sua idea che vuole gli autori biblici piuttosto ‘ignoranti’ in fatto di matematica, non avrebbe più ragion d’essere. Non è concepibile infatti che padroneggiassero l’astronomia non sapessero calcolare un banale pi greco. Insomma, entrambe le ipotesi non potrebbero più convivere sotto lo stesso tetto ! Ne è persuaso Professor P?
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E-mail n° 10
no, non sono persuaso. un popolo che non aveva nemmeno idea di come approssimare il pi greco, non poteva ovviamente calcolare il periodo della precessione degli equinozi. e non ci sono notizie di nessuna conoscenza matematica biblica più che elementare (sappiamo che contavano fino a due, visto che ci sono due libri dei re e due cronache... ☺). le ricordo che anche gli indiani scrivevano in quel periodo testi sacri, nei quali si trovano comunque fior di risultati matematici, anche a proposito del pi greco. idem per i babilonesi e gli egizi. uno scrive ciò che sa, e gli ebrei evidentemente non sapevano nulla di scientifico. e infatti, lei è costretto a fare salti mortali, al proposito. il libro di santillana non è per nulla scientifico. andava benissimo per un letterato come calvino, che comunque poi l'usava per scriverci le sue cosmicomiche, ma per il resto è una sopravvalutata e inconcludente divagazione filosofico-letteraria scritta da un dilettante, che era laureato in fisica, ma che insegnò sempre storia (e si vede). la precessione degli equinozi è una scoperta di ipparco, che a differenza degli ebrei e di santillana era un serio scienziato, che sapeva cosa stava facendo, e soprattutto aveva i mezzi tecnici per trarne le dovute conclusioni. in ogni caso, è inutile fare i salti mortali per trovare coincidenze numeriche nascoste in testi sacri che, nella migliore delle ipotesi, parlano per metafore, quando ci sono i lavori scientifici che parlano chiaramente e precisamente.
________________________E-mail n° 11
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