martedì 22 settembre 2020

Il Salmo dei salmi (terza e ultima parte)

 

                                            Il Salmo 90,  la luna e la velocità della luce                                                                                                                                                      (3^ parte)       

  In questa terza  ed ultima parte del post, ci siamo avventurati in spericolate procedure di calcolo dell'equazione oramai divenuta familiare agli occhi di quegli audaci lettori che si sono impegnati a seguire il ragionamento fin dall'inizio

   Fra le poche email ricevute, sul post del Salmo 90, ve ne sono alcune che reclamano maggior chiarezza nell’ esposizione di concetti risultati  poco accessibili ad un pubblico di non addetti ai lavori, quella platea cioè a cui ho pensato di rivolgermi preferenzialmente.  L’ obbiettivo – purtroppo non     raggiunto – voleva tuttavia esser quello di semplificare contenuti e significati complessi, ma soprattutto intendevo provare a spiegare i principi di un metodo di lavoro alternativo a quello tradizionalmente utilizzato da esegeti e cattedratici. Riprenderò pertanto lo sviluppo dell’equazione (a nostro avviso) contenuta nei versetti del del celebre salmo, oggetto delle nostre analisi, anticipando brevi chiarimenti.

Come prima osservazione terrei a sottolineare che nel Salmo 90 il termine ‘anni’ deve essere inteso nel suo significato originario di 'cielo' (An è un termine Sumero), dal quale se ne può ricavare la seguente traduzione:

"mille cieli sono come il giorno di ieri appena passato , più un turno di guardia nella notte.

     Viene a questo punto spontaneo domandarsi quale valore si debba attribuire alla parola (incognita) ‘cielo’. Gli sviluppi dell’equazione hanno seguito un duplice ragionamento/calcolo:  uno(A) svolto sulla misura di un grado angolare riferito al moto lunare e quindi ad un trecentosessanesimo del ciclo completo della luna (28 giorni solari) e l’altro (B) prendendo in considerazione un trecentosessantesimo del ciclo precessionale di 25920 anni solari. In definitiva, sono scaturiti due diversi calcoli a seconda che

A)  all’incognita ‘anni’ sia stato attribuito il valore di un grado d’arco (1,9 ore solari) dell’orbita lunare;

B)   o che  sia stato attribuito  il valore di un  grado d’arco (72 anni solari) dell’intero ciclo precessionale.

 Il Salmo 89-90 che abbiamo finora esaminato sotto il profilo strettamente matematico, comincia per l’appunto, con l’ espressione ‘Ai tuoi occhi Signore…’ e lascia supporre che attraverso gli occhi, un osservatore possa cogliere l’effetto di una straordinaria energia che può coprire simili distanze in così poco tempo.

  Ora, se anziché al ciclo precessionale intendessimo rapportarci al movimento della luna e ai tempi angolari del suo grado, (1,8666… ore) e se sostituissimo all’incognita ‘anni’, il tempo di 1,86 (1,9) ore solari (1/360° di 28 giorni), la stessa equazione adottata in precedenza ci riporterebbe alla misura di 1 Km/sec; ciò potrebbe anche significare che per percorrere 1000 x 1,86 chilometri in 14 ore occorrerebbe un  vettore  che  possa  muoversi  alla  velocità di circa  1 Km/sec, che in realtà è la velocità media (perielio-afelio) di rotazione della luna intorno alla terra.


  Sviluppo dell’equazione 1000 An = 14 h,

  con l’incognita An = 1,9 h.

  1000 (1,9 h) = 14 h

 1900 h = 14 h

 24 (km/h) x 1900 h = 14 h

 

 Da cui l’equazione 45600 Km = 14 h, che secondo l’enunciato riportato nel Salmo 90, potrebbe voler indicare che un vettore, soltanto spostandosi nello spazio alla  velocità di 3257,14 Km/h sarebbe in grado di percorrere 45600 chilometri (quanti ne occorrerebbero ad un uomo che si muovesse costantemente alla velocità di 24 Km/h) in quattordici ore solari. La velocità di 3257,14 Km/h corrisponde pressappoco a 0,9 Km/sec, valore affine – come già detto -alla velocità orbitale di rotazione della luna intorno alla terra, rilevato con strumenti moderni.

  Ammesso dunque che gli astronomi di oltre duemilaquattrocento anni fa avessero realmente calcolato la velocità della luna e ce lo avessero voluto comunicare in termini criptati, bisognerebbe riconoscere che si siano avvicinati parecchio alla precisione degli strumenti del Ventesimo secolo. 


                                                   La Velocità della luce nel Salmo 90


Ole Rømer. È a questo grandissimo scienziato danese che dobbiamo la prima determinazione della velocità della luce

   Se sostituissimo infine il termine ‘anni’ (An= cielo) con la misura di un trecentosessantesimo del ciclo precessionale, ecco che l’equazione nascosta nel testo del Salmo 90 comincerebbe a dirci qualcosa di importante, potrebbe cioè essere sviluppata nella forma matematica di 1000 x 71,458= 10 h + tg (=un turno di guardia), comprendendo in questi termini la porzione del testo amputata da Zecharia Sitchin. In alcune versioni, tale espressione è riportata anche come un turno di veglia nella notte. Una rapida indagine – come si è visto in precedenza – ci ha indotto a valutare questo tempo nella misura di quattro ore solari, dacché un turno di veglia ebraica corrisponde al turno di sorveglianza delle guardie del Tempio di Gerusalemme. Le fonti storiche convergono su questo punto e specificano che per i Romani, ad esempio, lo stesso tempo (di guardia) era valutato nella durata di tre ore solari. Ora, appare palese che l’ultimo termine dell’equazione da aggiungere alle 10 ore solari della durata della luce, fosse perciò di 4 ore.
 L’equazione diventerebbe pertanto la seguente: 1000 x 71,458 = = 10 ore + 4 ore. L’intero salmo potrebbe perciò essere interpretato così: ‘Ai tuoi occhi (Signore), quando per noi sono passati circa 71000 anni, son trascorse (solo) 14 ore’; o anche: ‘se volessimo eguagliare lo spazio che tu percorri in 14 ore, noi (esseri umani) impiegheremmo 71.458 anni e più’. 
   In termini strettamente matematici per venire a capo dell’ equazione e della quantità che abbia voluto rappresentare, dovremmo considerare il valore velocità in rapporto all’andatura di un uomo.
   
 Se pertanto valutassimo i tempi di gara di un atleta olimpionico sulla distanza di cento metri piani, dovremmo tenere in  consi-derazione la velocità di 30  km  orari, (100  metri  in  circa  10’’ sec.) ed all’opposto, se considerassimo l’andatura di un maratoneta (40 chilometri), questa  velocità si ridurrebbe a 20 Km/h. Razionalmente parlando, volendo indicare uno standard di riferimento delle velocità possibili, ho perciò preferito attenermi ai valori di percorrenza di una distanza intermedia fra le due menzionate sopra, cioè una distanza fra cinquemila e diecimila metri. In questo caso il valore di riferimento (tratto dai record delle discipline olimpioniche) si ridurrebbe  verosimilmente al valore di 23-24 Km/h.
Credo pertanto che questo sia l’unico dato disponibile da inserire nel contesto dell’equazione precedente, in virtù della quale la distanza percorsa da un essere umano in 71.450 anni solari risulterebbe uguale alla distanza percorsa da un’entità superiore nel tempo di 14 ore. 
  Mi sono chiesto perciò, considerando che un uomo può percorrere indicativamente 24-25 Km in un’ora, a che velocità dovrebbe spostarsi un vettore  per percorrere la distanza di Km 71.458 x 8760 x 24* nel tempo di sole 14 ore. Possiamo anche dire che, se un uomo potesse metafisicamente correre senza fermarsi mai per tutte le ore contenute in 71.458 anni, alla velocità di 24 Km /h, al termine della sua corsa avrebbe percorso circa 15 miliardi, 23 milioni e 329.920 di chilometri, ovvero, circa quindici miliardi di chilometri. La domanda posta dall’equazione tratta dal Salmo 90 diverrebbe allora  la seguente: a che velocità dovrebbe spostarsi un vettore per percorrere grossomodo 15 miliardi di chilometri in 14 ore? La risposta è sorprendente, l’ipotetico vettore infatti dovrebbe eguagliare la velocità di 290.081 Km/sec.


    In conclusione, dato che il Salmo 90, comincia  proprio con l’ espressione ‘Ai tuoi occhi’, possiamo verosimilmente prendere in considerazione l’idea che l’oggetto in questione sia davvero  l’energia luminosa emessa dal sole e  che  siano gli occhi, l’organo deputato alla percezione  di  questa energia, la cui onda luminosa è la sola a poter coprire simili distanze in così poco tempo. 



*1000 an (1 ‘cielo’ uguale 71,458333 ) = 71.458 anni solari  
  Un anno solare contiene 8760 ore    8760 x 71.458 (h) x 24  
    (sono i kilometri percorsi da un uomo in 71.458 anni alla
    velocità di 24  Km/h)



16 commenti:

  1. Incredibili coincidenze. La prima parte mi è sembrata qualcosa di più preciso per essere una coincidenza. Davvero lo stesso numero di trova anche in altri libri della Bibbia?

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  2. Sì, nella identica forma nel Libro dei Numeri. La perfetta coincidenza non lascia spazio a dubbi.
    Ma è presente, anche lì con una precisione sconcertante, già nella Genesi. Sono sicuro che difficilmente si potrà arrivare alla soluzione: troppo elementare il procedimento. Tanto banale da passare inosservato. Proprio come spiegato nel post del Mullah 'ignorante', già pubblicato su Profezie Evangeliche e di prossima pubblicazione anche qua.

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  3. Allora provo a cercare la soluzione. Come ignorante sono qualificatissimo

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  4. Ah ah. Secondo me non sei abbastanza ignorante da trovarla. Comunque vada, fammi sapere. Ti posso dare un aiutino.

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  5. Sono rimasto incuriosito da questo articolo È la corrispondenza con la velocità della luna ad avermi stupito. dove posso approfondire il tema?

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  6. Potrebbe mettere in chiaro una bibliografia o articoli che trattano l argomento?
    Grazie

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  7. il tema è trattato esclusivamente su questo post. Non ci sono ulteriori approfondimenti oltre quelli che vorranno proporre i lettori. Suggerirei però di prestare maggior attenzione alla prima parte, perché quel particolare numero individuato nell'equazione finale, nasconde ulteriori significati. Ad esempio che un grado precessionale sia uguale a un'ora solare (1° prec. = 1 ora s.)

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  8. IL POST NON è CHIARO! i COMMENTI ANCORA MENO. Ma cosa vorrebbe dire un grado = un'ora?
    Ma che linguaggio parlate? Ma fatevi capire altrimenti non state dicendo niente

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  9. Il post è chiaro, per quanto mi riguarda, ma anch'io non ho ben capito l'equazione: un grado precessionale = un'ora solare.

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  10. Avevo consigliato di tenere sotto osservazione il primo post sul Salmo 90. L'equazion finale indicava 615450 ore = 1 ora. Giusto? Quindi 615450 ore sono circa 71,5 anni o no? E 71,5 anni non sono forse un grado precessionale? Ovverossia la trecentosessantesima parte di un Anno Platonico.
    Ciò sembra suggerire una corrispondenza fra l'ora solare e il grado , per antonomasia , quello precessionale. POtrebbe cioè rappresentare la prima analogia fra tempo e spazio scomponibili entrambi in 3600 piccole parti, rispettivamente dette secondi e secondi d'arco. Se si provasse che il Salmo 90 è più vecchio di 2.600 anni si dovrebbero rivedere le stime che attribuiscono la prima analogia (e quindi la suddivisione) fra ora e grado angolare, ai Babilonesi.

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  11. Mi sembra di aver letto da qualche parte che la suddivisione si attribuisce ai babilonesi per deduzione. Non vi dovrebbero essere reperti che accertano questo fatto, che pertanto viene invece dedotto dal loro sistema esagesimale, cioè dal considerare le misure su base 60

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  12. Se qui, se là. Troppi se! Se si provasse che il Salmo 90 è il più antico tutto questo lavoro avrebbe un senso. Non avendo provato niente Mi sembrate troppo ottimisti. E anche troppo convinti. tanti auguri

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  13. Non credo abbia capito molto, caro Anonimo. Tutto ciò che esprimi è una totale impreparazione in matematica, quella più elementare. Se avessi cognizioni elementari per capire la probabilità capiresti che non è possibile che sia casuale la presenza di tre identiche cifre in tre documenti diversi e lontano nel tempo. Insomma se per te tutto questo non ha senso significa semplicemente che sei un cretino

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  14. Alt,alt,alt B@stiano. In questo spazio, governato da me in maniera dispotica e assolutista , non sono previsti insulti alla persona. Invece sono tollerati troll, critiche e persino denigrazioni gratuite, basta che siano riferite alla qualità di un lavoro. Pertanto, se io sopporto, puoi benissimo farlo anche tu. grazie

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  15. Accipicchia! Mai mi sarei aspettato che la difesa delle libertà d'espressione fosse garantita da un despota.

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  16. Senti Anò, passino le provocazioni, ma almeno un nomignolo potresti scriverlo, altrimenti va a finire che ti becchi quello che ti appioppo io.

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